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31/10/2015 in dicono di noi
ITINERARI ARCHEOLOGICI E NATURALISTICI SULLE PENDICI DEI MONTI SOMMA E VESUVIO.

ITINERARI ARCHEOLOGICI E NATURALISTICI SULLE PENDICI DEI MONTI SOMMA E VESUVIO
Non solo Pompei ed Ercolano furono le vittime illustri delle eruzioni vulcaniche.
 Testo e foto di Donatello Urbani
 Dai banchi di scuola tutti noi sappiamo che fu l'eruzione del Vesuvio avvenuta nell'anno 79 d.C.nel giorno 24 agosto, a distruggere parte della costa Campana comprese le cittadine di Ercolano e Pompei. Niente di tutto questo. Recenti studi ed analisi sulle colate laviche presentati dall'Associazione Nazionale dei Geologi Italiani in occasione della terza edizione della Settimana del Pianeta Terra – 18/25 ottobre 2015- hanno dimostrato che l'eruzione del 79 d.C. proveniva dal Monte Somma e non dal vicino Monte Vesuvio. I monti Somma, sulla sinistra della foto, e Vesuvio, sulla destra, visti oggi dall'Autostrada del Sole "La conformazione geologica della catena montana del Vesuvio nell'anno 79 d.C." dice il Prof. Silvio Seno dell'Università di Pavia, cofondatore ed ideatore insieme al Prof, Rodolfo Coccioni dell'Università di Urbino della Settimana del Pianeta Terra, " era molto diversa da quella che possiamo osservare oggi. Diverse erano anche, come lo sono oggi, le formazioni geologiche dei due terreni e dalle loro analisi è stato possibile individuare la provenienza della colata lavica che distrusse parte della costa Campana e le città di Pompei ed Ercolano". "Le analisi dei prodotti agricoli e delle derrate alimentari rinvenute nelle dispense delle abitazioni e degli esercizi commerciali, quali uva, vino, noci, fichi, mandorle ecc." sono sempre le parole del Prof. Seno, "ci dicono di prodotti di difficile conservazione raccolti nel periodo autunnale o tardo estivo e avvalorano la tesi, sostenuta anche da alcuni critici letterari, che il copista della lettera scritta da Plinio il Giovane dove s'indicava l'eruzione del 79 d.C. come avvenuta nove giorni prima delle kalende di settembre,- 24 agosto-, in realtà fosse avventa nove giorni prima delle kalende di novembre, - 24 ottobre- e che nella trascrizione abbia confuso i due mesi e scritto settembre anziché novembre". Il vulcano del Monte Vesuvio ha recitato comunque una parte importante nelle eruzioni succedute negli anni successivi al 79 d.C. ed una di queste avvenuta nel 472 ha ricoperto di lava le campagne intorno all'attuale cittadina di Somma Vesuviana, inclusa una magnifica villa del primo secolo d.C., riscoperta di recente grazie ad una campagna di scavi, tutt'ora in corso, intrapresa dalle Università di Tokio e di Napoli che, grazie al rinvenimento di una statua della divinità del vino, è stata battezzata Villa di Dioniso. Al momento è stato riportato alla luce e reso parzialmente fruibile solo parte dell'ingresso all'intero complesso che oltre la parte residenziale comprende anche un'area riservata alla trasformazione dei prodotti agricoli, per un'estensione di oltre 2.100 mq. Le colonne visibili nella foto sono di marmo nero africano e data la pregiatezza del materiale sono state ricoperte da tessuti per proteggerle dalle intemperie atmosferiche.Tutto questo ci parla delle agiate condizioni economiche del proprietario, tanto che taluni hanno avanzato l'ipotesi che facesse parte del ricco patrimonio fondiario/immobiliare imperiale. Un vero gioiello d'arte si trova in un'aula absidata forse destinata dal proprietario alla vita di rappresentanza o alla ricezione di clienti e relativa contrattazione di affari. Si tratta di un ciclo pittorico realizzato ad affresco nel terzo secolo d.C. sulla fascia che delimita la volta dalla parte absidata. Vi sono dipinte in un fondale di ambiente marino figure femminili: Nereidi, figlie della divinità marina Nereo, simbolo di buon auspicio ed augurio di buon viaggio, ed una figura maschile di Ippocampo, uomo con la parte estrema a forma di cavallo e la pinna caudata (di pesce), che sorregge un otre di vino. Fra l'Ippocampo emergente dall'acqua che sorregge un otre di vino ed una Nereide di spalle che cavalca un tritone, si trova la figura di un bambino: un piccolo putto con le braccia aperte. Mentre le caratteristiche anatomiche e somatiche delle figure femminili e maschile rientrano nella iconografia classica della pittura romana di terzo secolo, sia l'ambientazione in uno spazio aperto ed in modo particolare il bambino che é raffigurato in maniera molto realistica rappresentano una novità assoluta. Forse l'artista ha voluto ritrarre il figlio del proprietario della villa e suo committente dell'opera: Tutto questo, al momento, non trova un adeguato riscontro sulla pittura romana di terzo secolo e fa ritenere l'intera opera un vero "unicum" nell'arte romana, almeno alla luce delle conoscenze attuali, come ha rilevato il prof. Antonio De Simone dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Le attese comunque da questo sito archeologico vanno ben oltre quelle artistiche e scientifiche già abbastanza ragguardevoli. Nelle intenzioni delle istituzioni pubbliche locali, ci dice il Sindaco di Somma Vesuviana, Avv. Pasquale Piccolo, sono previsti l'istituzione di percorsi culturali, sia archeologici che storico artistici, e altrettanti naturalistici trekking, nell'intera area vesuviana, da proporre ai numerosi turistici che già affollano le aree archeologiche di Pompei ed Ercolano. La Villa di Dioniso, malgrado sia ancora un cantiere aperto, è visitabile in tempi quasi sempre coincidenti con la chiusura delle campagne di scavo, e orari da concordare con la Pro Loco. La permanenza dei turisti nella zona è quasi sempre limitata a pochi giorni, spesso ad escursioni scappa a fuggi, come avviene per i croceristi ancorati per poche ore nel porto di Napoli. I pretesti per trattenerli, stimolare la loro curiosità e il desiderio per un futuro ritorno in questi luoghi, sono tutti da scoprire e da porre in essere in tempi strettissimi. Altrettanto interessanti per un turismo all'aria aperta sono i sentieri tracciati e resi agibili da associazioni di volontariato sulle pendici dei parchi naturalistici dei Monti Vesuvio e Somma. La particolare caratteristica in entrambi percorsi è offerta dalla presenza di vari strati di lava acculatesi nel corso delle eruzioni che si sono succedute fino al 1944. Dall'alto di queste montagne si godono poi scorci panoramici di gran fascino sul golfo e sulla città di Napoli; forse proprio qui è stato coniato il detto: "Vedi Napoli e poi muori". Somma Vesuviana: Alcuni prodotti tipici del luogo utilizzati per la realizzazione di specialità culinarie quali l'uva catalanesca dalla quale si ricava un ottimo vino bianco, i pomodorini piennoli coltivati sui terreni lavici e il baccalà che si trova alla base di alcuni piatti tipici. Esposizione della Trattoria "La Lanterna" Altra importante attrattiva e la locale enogastronomia e la variegata offerta turistica che trova in confortevoli agriturismi il suo punto di forza. I buongustai non possono mancare la cucina locale. La trattoria La Lanterna ha predisposto proprio un menu che rispecchia la gastronomia locale a base di di baccala & stoccafisso che viene offerto al prezzo di €.25,00 – dall'antipasto al dolce e caffè incluse le bevande-. Per i lettori della nostra testata l'offerta si riduce a €.20,00, - sconto di €.5,00-. Presentarsi al titolare Luigi con una copia stampata di questo articolo. Consigliabile la prenotazione telefonica al n. 081.8991843 oppure per e.mail: info@lalanternadisomma.it . SOMMA VESUVIANA – per le visite rivolgersi a: - Antonio De Simone - archeologo per le visite alla Villa di Dioniso – Telefono 339.4795074 - Franco Mosca- Presidente Pro Loco - per escursioni sul territorio e visite alla cittadina - Telefono 349.5859716; - www.comunedisommavesuviana.it per qualsiasi tipo d' informazione.
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